EDITORIALE: "GLI U2 A 360 GRADI"...

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EDITORIALE: "GLI U2 A 360 GRADI"...

Messaggio  santips il Gio Ago 11, 2011 11:00 am

"What time is it in the world and where are we going?"... Questa la domanda che ha accompagnato gli U2 ed i loro fans durante il lungo viaggio appena terminato.

Pochi giorni fa è finito il 360° Tour che ha spazzato via qualsiasi record ed ha reinventato il concept di concerto da stadio: poco meno di 7.300.000 presenze complessive per un incasso totale di quasi 740.000.000 di dollari (abbondantemente battuto il record precedente di 558.255.524 dollari appartenente ai Rolling Stones con il loro Bigger Bang Tour). Ma soprattutto il dato più impressionante: 110 Sold Out su 110 concerti suonati!

Con il loro The Claw (L'artiglio) gli U2 hanno graffiato a 360 gradi 5 continenti e hanno toccato luoghi mai visitati prima dalla Band di Dublino (Russia e Turchia): numeri alla mano è da considerarsi il Tour di maggior successo nella storia della musica. L’artiglio, una struttura metallica alta 52 metri posizionata al centro degli stadi: per costruirla ci vogliono 4 giorni, 120 operai, 7 gru; dispone di uno schermo led a forma di tronco di cono che si espande e si contrae durante lo show infuocando le pupille del pubblico e lasciando impressionato anche il presenzialista più cinico. Uno sforzo ingegneristico ed economico senza eguali che ha riconfermato gli U2 come più grande band rock del mondo che da sempre offre show che sembrano arrivare direttamente dal futuro.

Ma naturalmente, come per ogni grande impresa, non sono mancate critiche accese: c'è chi ha visto la band schiacciata sotto il peso della tecnologia, che ha portato l’aspetto musicale in secondo piano; chi ha criticato la staticità delle scalette; ancora molti fans hanno sofferto l’accantonamento di gran parte dei pezzi di "No line on the Horizon" dovuto al suo scarso successo commerciale. La verità però è che probabilmente il 360° è stato un Tour promozionale solo per le prime 44 date. Infatti a causa del tanto celebre quanto doloroso infortunio alla schiena di Bono, il Tour si è protratto per ben 3 anni, ciascuno dei quali rappresentato da scalette e scelte musicali diversificate. Ma basta parlare di tecnicismi e dati, perché gli U2 e la loro musica soprattutto emozioni.

"Viva Italia!"

Nelle 4 date italiane del 360° per i fans ci sono state molte sorprese ed emozioni. A cominciare dalle 2 date milanesi allo Stadio Ssan Siro del 2009 a Tour appena iniziato gli U2 stupiscono con un inizio incendiario che vede Breathe come opener e insperabili ripescaggi fra cui le amatissime "The Unforgettable Fire" e "Ultraviolet", durante la quale Bono si diverte a volteggiare aggrappato al suo microfono volante indossando la giacca di luce.


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Indimenticabili le due settimane in cui gli U2 hanno risieduto a Torino per prepararsi alla riapertura del tour nel 2010 durante le quali ogni sera centinaia di persone si assiepavano sotto lo stadio per ascoltare le prove di Bono, Larry, Adam e Edge chiedendosi quali novità ci avrebbe riservato la riapertura del Tour. Poi la notte prima del concerto l’ennesimo segno di una grande umanità e del grande rispetto che la band nutre nei confronti dei proprio seguaci: i 4 di Dublino, dopo aver provato, escono e cominciano a distribuire pizze a tutti coloro che stavano passando la notte in fila fuori dallo stadio. 6 Agosto: Bono si presenta sul palco in forma smagliante sfoggiando un nuovo look, che richiama quello della "Mosca": pantalone e giacca in pelle con occhiale nero e stivali, il frontman della band comincia a ballare sulle note del primo inedito presentato nella serata: The Return of the Stingrey Guitar. Spazzate via tutte le preoccupazioni nutrite dai fan sullo stato post-operatorio della rockstar. Seguiranno poi altri inediti nel corso del Tour: North Star, The Flowering Rose Of Glastonbury, Every Breaking Wave, Boy Falls From The Sky e la meravigliosa Mercy.

Le date italiane culmineranno poi nell’ormai leggendario concerto allo Stadio Olimpico di Roma in cui la band on fire, come non si vedeva da anni, è rimasta visibilmente commossa da uno dei più eclatanti gesti d’amore che una band abbia mai visto rivolgersi dai suoi fans: sulle note del grande classico "I Still Haven’t Found What I’m Looking For", grazie all'organizzazione impeccabile di U2Place.com, lo stadio si è dipinto di tre bandiere: quella italiana, quella irlandese e una centrale che presentava la scritta ONE; momento di intensità unica coronato da una delle esecuzioni di Bad più passionale degli ultimi anni.

"The Flowering Rose of Glastonbury"

50 anni, diversi acciacchi sulle spalle, ma ancora tanta voglia di stupire e di emozionare, nonostante le critiche. Infatti il 360° è stato il tour con il maggior numero di canzoni suonate nella storia della band (62). E, per chi li tacciava di essere schiavi della tecnologia, una sola parola: Glastonbury. Una delle tappe più emozionanti del Tour è proprio stata la data al famosissimo Festival di Glastonbury. La tensione e l’attesa erano altissime, erano ben 26 anni che gli U2 non partecipavano ad un festival ed è stato un modo per mettersi in gioco, senza orpelli, senza il loro pubblico e nel pieno delle polemiche sul fisco che li ha coinvolti. C’è poco da dire: prova ampiamente superata. La scaletta è stata focalizzata sui grandi classici del primo ventennio con un inizio dedicato al masterpiece "Achtung Baby", che proprio quest’anno compie vent’anni. Quasi due ore di concerto benedetto da una pioggia incessante che non ha intimidito minimamente Bono, occupato a conquistare il pubblico del Festival con energia ferocia e quel divismo che tanto piace ai suoi fans. Un finale pieno di commozione quello del Festival di Glastonbury, con il grande classico With or Without You dedicato alla moglie Ali e lo snippet di Yellow dei Coldplay (headliner del festival il giorno seguente) prima di Moment of Surrender, la canzone di chiusura del 360°, un capolavoro moderno pieno di malinconia e sofferenza, e la sorpresa finale Out Of Control! Voto:10 e lode. Con o senza superpalchi.

"A Sort Of Homecoming"

"And you know it's time to go
Through the sleet and driving snow
Across the fields of mourning
Light in the distance"

E' una delle più belle canzoni degli U2 a dirci che in tutti i viaggi c’è un tempo per tornare verso casa. Il 30 Luglio 2011 a Moncton si è dunque concluso il Tour. Ora gli U2 sono tornati dalle loro famiglie, alle loro case. Il Claw è stato riposto in un capannone in attesa di essere venduto e, come la vita troppo presto insegna, non ci resta altro che le emozioni vissute e tanta tanta voglia di rividerli presto.

Ma la prima domanda che mi sono posto in questo articolo è: "What time is it in the World?”. Fra qualche mese gli U2 torneranno in studio per lavorare al loro prossimo album, il loro prossimo palco è già in progettazione e ci sono già indiscrezioni sul prossimo Tour. Che ora è?
E’ ora di riguardare le foto dei concerti ai quali abbiamo assistito, quelle coi nostri amici, piene di emozioni.
E’ ora di chiedersi in quale modo riusciranno a sorprenderci la prossima volta.
E’ ora di guardare avanti.
E’ ora di ringraziare gli U2 per avermi fatto capire che non è importante che ora è o dove sono.
Quello che è importante è con chi sono.

"Kiss The Future Fuck The Past" - Bono, Torino 2010

Lo Staff di U2Market.com
Articolo scritto da Federico (Boy) a cui vanno i nostri ringraziamenti!

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