Matt McGee: "Achtung Baby ha reinventato anche me"

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Matt McGee: "Achtung Baby ha reinventato anche me"

Messaggio  santips il Mar Ott 04, 2011 9:39 pm

Nel periodo che precede il 20simo anniversario di Achtung Baby, stiamo chiedendo a scrittori di riflettere su ciò che questo album originariamente significava per loro, perchè è così importante nel "canone U2" e come si inserisce nella loro storia personale.

Qui Matt McGee, fondatore e direttore di @U2, ricorda come l'album gli abbia chiesto di fare una scelta e la canzone che l'ha aiutato a decidere.


"Doveva essere solo una di queste due cose: o i miei altoparlanti stavano morendo o il mio stereo si era rotto.

Come spiegare altrimenti gli sconvolgenti e gli estranei suoni quando ho messo su Achtung Baby nel lettore CD la notte del 19 Novembre 1991? Edge non aveva mai creato un suono di chitarra come ha fatto in soli tre secondi della prima traccia e, quando ho sentito la voce del cantante quasi un minuto piu' tardi... non c'è storia, era Bono che cantava per me.

Sono piuttosto sicuro di aver ricontrollato i collegamenti e di aver riavviato il CD all' inizio.
La mia testa girava ancora.

La seconda canzone sembrava un po' piu' "U2" e poi, quando la terza canzone iniziò, ero finalmente convinto che l'impianto stereo funzionava perfettamente, grazie.

Non riuscirei a dirvi dov'ero quando sentii per la prima volta War o Pop, The Unforgettable Fire o All That you Can't Leave Bihind. Ma non dimenticherò mai la prima notte che ho passato con Achtung Baby.

L'album non era confortevole. Era impegnativo. Era grezzo.
Ho avvertito il periocolo nei testi e nella voce di Bono, nell'urgenza con cui Edge suonava.
E' stato, ed è tuttora, il cd piu' impegnativo che gli U2 abbiano tirato fuori.

L' unica cosa che Achtung Baby aveva i comune con i primi album degli U2 è che mi ha portato in viaggio. Ma questo era diverso: se Joshua Tree mi ha lasciato guardare fuori dalla finestra un mondo di paesaggi color seppia, Achtung Baby mi ha costretto a chiudere la tenda e guardare dentro il sangue e le budella della vita.

Ho lottato con Achtung Baby per molto tempo. Non mi era piaciuto in un primo momento. Non potevo sentirlo.
Questo album mi ha fatto fare una scelta: continuare ad andare avanti, anche se non c'era nessuna mappa che mi indicasse dove gli U2 fossero diretti o saltare qua e là attaccandomi alle canzoni piu' sicure di qualche altra band che sapeva esattamente dove stava andando e come arrivarci?

In definitiva, mi ricordo di aver suonato "One" più e più volte: il volume al massimo in modo che il suono potesse riempire la stanza, poi nella quiete di una stanza buia con le cuffie, solo io e quella canzone che aveva un senso.

Feci la mia scelta.
E sapevo che, continuando ad essere un fan degli U2 esattamente come prima, sarebbe stato qualcosa di completamente diverso da quel punto in avanti.

E' un luogo comune parlare di Achtung Baby delgi U2 come una reinvenzione della band: come ha segnato una direzione completamente nuova, un suono nuovo, una versione nuove della stessa band. Ma c'è il rovescio della medaglia - Achtung Baby ha reinventato anche me".



fonte: U2.com

santips

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