IRISH INDEPENDENT: LA FINE DEGLI U2 È ALL' ORIZZONTE?

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IRISH INDEPENDENT: LA FINE DEGLI U2 È ALL' ORIZZONTE?

Messaggio  santips il Lun Ott 31, 2011 10:13 pm

U2Market.com vi propone un editoriale dell' autorevole giornale irlandese Irish Independent, in cui traspare il pensiero degli irlandesi riguardo la band. E voi cosa ne pensate?

Lo scrittore Bredan Behan disse quando tornò a Dublino: “Sono stato davanti alla corte marziale in mia assenza e sono stato condannato a morte in mia assenza, così ho detto che potevano spararmi in mia assenza”.

Penso che Bono fosse fuori dal paese la scorsa settimana quando la sua dichiarazione a Rolling Stone sul fatto che gli U2 possano dividersi il prossimo anno si è diffusa esponenzialmente tramite il passaparola. Forse, dopo la citazione incriminata, Larry e il resto della band avrebbero voluto sparargli. Ma per noi la notizia della morte degli U2 era stata scritta già qualche anno fa quando la band entrò in un periodo di declino terminale.

Al momento, tutti sembrano pensare che gli U2 siano (per usare una frase preferita di Behan) m***a. Senza dubbio è un modo forte per descrivere i nostri supereroi nazionali, una band euforica di fratelli che hanno contribuito a porre l’Irlanda sulla mappa internazionale come entità culturale.

Non sono sicuro che si tratti di un’ affermazione che rispecchi ciò che le persone sentono circa gli U2, ma c’è un livello di delusione al momento. Questo si riflette nel fatto che, quando è emerso la settimana scorsa che gli U2 possano chiudere la loro carriera, ci è stata un’ alzata di spalle da parte delle persone in strada nel senso che certamente No Line On the Horizon non sarà sicuramente l’ultimo album, un album che ha imbarazzato gli U2 stessi, e noi, con Get On Your Boots (la peggiore canzone degli U2. Di sempre.) Questo è sicuramente un pensiero in crescita – condiviso in parte, ma non interamente, da invidiosi e da gente che vuole andare contro corrente – secondo cui Bono e Edge dovrebbero sgambettare verso il sole e accettare ciò che conta per la loro pensione e non continuare ad annociarci con i loro show di Spider-Man o con dubbi esistenziali da rock star riguardo ad album che hanno venduto in quantità imbarazzanti (No Line on the Horizon ha venduto meno di quattro milioni di copie in tutto il mondo).

Proprio come l’ Irlanda come nazione, gli U2 sono chiaramente un gruppo in crisi.
Questo pensiero deve aver attraversato la mente di Bono un paio di volte di recente: è meglio stancarsi per il troppo lavoro che svanire – o sicuramente meglio dividersi prima che si trasformino in un qualcosa di imbarazzante. Ho già citato Get On Your Boots, la peggiore canzone degli U2 di sempre?

Alcuni potrebbero sostenere che il marciume è iniziato quando gli U2 hanno spostato la loro base fiscale in Olanda, o quando gli U2 hanno preso ad uscire con i magnati che hanno giocato una parte non affatto piccola nel causare i problemi economici che hanno travolto l’ Irlanda.

Sicuramente deve fare male a Bono il fatto che il suo gruppo possa non essere piu’ rilevante o sicuramente non così rilevante come una volta era. Non sono il solo ad avere questo dubbio.
Bono stesso ha detto la scorsa settimana a Rolling Stone che il resto della band non è molto contenta del fatto che Bono esponga pubblicamente il suo dubbio sulla credibilità della band: “Il gruppo è tipo ‘Vuoi stare zitto sul fatto di essere irrilevanti?’"

Tutto questo sta andando avanti da troppo tempo per essere considerato un gioco. Eppure, ci sono persone che dicono che gli U2 non sono poi tanto diversi dai Rolling Stones in questo momento – Mick Jagger almeno pretende di essere dentro il gruppo solo per i soldi. E ho detto questa ultima frase perché Bono considera la sua band come una ricerca artistica piu’ di qualsiasi altra cosa.
E ha ragione: in passato con album come The Unforgettable Fire, The Joshua Tree, Achtung Baby e How to Dismantle an Atomic Bomb, gli U2 hanno abbagliato il pubblico con il loro genio artistico e musicale. Ma nel corso degli ultimi anni, l’arte sembra essere stata, non persa, ma fuori luogo. Non ci vuole una laurea in cultura popolare per rendersi conto che il prossimo album degli U2 sarà il piu’ critico della loro intera carriera, che ha inizio nel 1978. Io, per esempio, sarei piu’ interessato ad ascoltare le sessioni con Rick Rubin, che la band ha scartato prima di No Line On the Horizon.

Quello che aspetta gli U2 all’ orizzonte non è facile da dire. Infatti, come ha detto il cantante al Rolling Stone: “Non sono così sicuro che il futuro sia ancora florido. E’ molto probabile che sentirete parlare di noi il prossimo anno, ma è altrettanto possibile che non sia così. Abbiamo tante nuove canzoni, alcune sono le migliori che abbiamo mai fatto. Ma sto prendendo del tempo per andare via e perdermi nella musica. Voglio prendere i miei figli e mia moglie e sparire con il mio iPod Nano, alcuni libri e una chitarra acustica”.
Se Bono, Edge, Adam e Larry riusciranno ad emergere nel bene o nel male, solo il tempo potrà dirlo.

Non c’è nemico piu’ cupo dell’ arte, come disse una volta il poeta Cyril Connolly, che la carrozzina all' ingresso. Probabilmente si potrebbe dire che i nemici della creatività di Bono sono: uscire con gente ricca e leader del mondo (quella foto di Bono con George W. Bush è tornato a tormentarlo), fare spettacoli a Broadway, scrivere editoriali per il New York Times, fare troppi pasti su barche private, passare lunghe estate nella villa sulla spiaggia nel sud della Francia, coltivare relazioni sociali con Bill Clinton, e altre tante attività che minano le attività extra-curriculari, che forse hanno perso importanza per Bono.

Privatamente, scommetto che Larry e Adam e Edge sperano che Bono spenda meno tempo sfruttando la sua celebrità in peso politico per passare piu’ tempo in studio con la band.
Il critico David Hauslaib colpì il chiodo sulla testa di Bono quando scrisse ironicamente: “Sapete, l’unica cosa che ci avrebbe potuto cogliere di sorpresa stamattina sarebbe stato un suo pezzo sul New York Times sulla scomparsa della classe media, o forse una dichiarazione sui cambiamenti dell’economia mondiale e le conseguenze sull’ industria musicale. Sicuramente, Bono è Bono, quindi naturalmente i suoi articoli da 1000 e piu’ parole riguardano cosa vuol dire essere ricchi e cosa vuol dire essere Bono nel 2009. Godeteveli."

Bono è un multimilionario che usa jet privati piu’ di quanto noi usiamo i bus e i treni, e buon per lui. Non sto dicendo che se Bono fosse stato senza un soldo e fosse stato in una soffitta a Parigi, avrebbe scritto canzoni piu’ rilevanti. Ma, con il paese in ginocchio, non è stata una buona idea scrivere sulla copertina di No Line On the Horizon il personale ringraziamento di Bono a Bernard Mc Namara, Johnny Ronan, Sean Mulryan e Derek Quinlan, anche se sono sostenitori della fondazione ONE.

Personalmente, mi piace Bono. E’ sempre disponibile quando lo incontri in città. L’ho conosciuto al 50esimo compleanno di Sean Penn l’anno scorso. Mi ha invitato ad andare a vedere gli U2 a Parigi. Quattro giorni dopo, mi ha presentato a Edge e ad Helena Christensen nel backstage dello Stadio di Francia prima di andare sul palco davanti a 100.000 fans.

Mi piace la nuova (costosa) ristampa di Achtung Baby, è il mio album degli U2 preferito.
Purtroppo, ascoltare questo album mi ha fatto ancora piu’ disperare sul futuro degli U2. Come possono Edge e Bono scrivere qualcosa così tristemente belle e reale come le canzoni di Achtung Baby e poi chiederci di accettare No Line on the Horizon? Non mi aspetto che Bono conosca la risposta.

Forse è giunto il momento per Bono e i suoi amici di fermarsi prima che vengano divorati dalle tarme dell’ autocommiserazione e di dare in eredità un altro No Line on the Horizon.
O forse no. “Sono abituato alle torte in faccia”, ha detto Bono una volta scherzando. “Ho anche imparato ad apprezzarne il gusto”.
Ma se una di queste torte fosse infarcita di una dose di veleno letale, Bono?



fonte: Independent.ie

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