Willie Williams: intervista sul prossimo tour e sul 360°!

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Willie Williams: intervista sul prossimo tour e sul 360°!

Messaggio  santips il Ven Ott 07, 2011 7:40 pm

INTERVISTA A WILLIE WILLIAMS

Durante le prove a Barcellona nel 2009, Williams ha scherzato su come il Claw sia nato e sulle sue varie parti. Ora che le tre gigantesche strutture d'acciaio sono cresciute dopo essere atterrate in tutto il mondo, David Johnson ha raggiunto Williams di recente, che è tornato alla tranquillità bucolica del suo vivaio a Suffolk.

David Johnson: Dopo 110 spettacoli e, apparentemente, 11 bambini nati tra i membri dello staffo, il vostro bambino, ossia il 360°, finamelmente è arrivato ad una conclusione lo scorso mese. Come ci si sente?

Willie Williams: Sono ben consapevole che i tour rock non finiscano gradualmente, ma vanno avanti a tutta velocità fino allo scontro contro il muro di mattoni dello spettacolo finale. Le ferite possono mostrarsi, così con qualcosa di così monumentale come il 360° tour, ho tenuto il ritmo l'ultimo mese o giù di lì. Guardando lo show ogni sera, mi sono reso conto che quelle erano le ultime occasioni su cui questa cosa straordinaria può esistere e che, in breve, sarebbe andata via per sempre. Ho guardato gli show da tutti i punti di vista e, a Pittsburgh, sono arrivato al punto di trascinare Ethan Weber fino ai posti a sedere, perchè aveva sempre visto lo spettacolo da dietro il mixer.
La sensazione generale tra lo staff è stata simile a quando finisci il college. Nick Barton, capo dello staff addetta all'illuminazione, ha sottolineato che era stata un'esperienza simile a quando frequentava il college: un corso triennale con le sue varie interruzione, quando partimmo per un po' prima di raggrupparci all' inizio del semestre successivo. Come vale per il lasciare la scuola, ora ci affacciamo al mondo sentendo che il capitolo di una vita nuova è iniziato- più vecchi, più saggi e in cerca di lavoro.

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David Johnson: L'aspetto dello spettacolo è cambiato un po' tra il mio show a Barcellona e l'ultimo a Moncton. Da quali fattori deriva questo cambiamento?

Willie Williams: Il 360 è durato davvero per un tempo così lungo che è stato come se fosser tre tour diversi uno nel 2009, uno nel 2010 e uno nel 2011. Parte della spinta al cambiamento è venuta fuori dal nostro andare in Nord America e in Europa due volte e il non volere solo mostrare lo stesso show, soprattutto perchè il DVD del 360 del 2009 era già in vendita. Il mio obiettivo era di tornare in Nord America nel '11 e avere almeno il 50% dello show diverso rispetto a quello rappresentato nel DVD.
Un altro fatto determinante è semplicemente la personalità degli U2, che non riposano sugli allori e che si evolvono continuamente. Avere con noi la maggior parte delle strutture che ci servivano in tour, creare materiale nuovo e aggiungere nuove canzoni non era così costoso, tranne quale eccezione, così l'inizio di ogni nuova leg portava sempre con se cambiamenti. C'è anche un desiderio perenne negli U2 di far si che lo show sia rilevante per la città o per il paese in cui sono, così alcuni elementi e canzoni sono state su misura per ogni spettacolo. E' davvero estenunante stare al passo con queste cose, ma esse tengono lo show vitale e sempre vivo. Il pubblico l'ha apprezzato enormemente, quindi sicuramente è stato tempo ben speso.
Alcuni show sono derivati dalla loro personale dinamica e lo abbiamo fatto perchè ci eravamo resi conto che potevamo. Abbiamo un ottimo rapporto con la NASA e il tema ricorrente della "stazione spaziale" è stato molto divertente. A partire dai collegamenti in diretta con la Stazione Spaziale Internazionale, grazie al Comandante Mark Kelly che ha fatto impazzire la gente in ogni città cantando "Beautiful Day" e citando il testo della canzone di David Bowie mentre fluttuava nello spazio.

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David Johnson: Qual è il momento che ricorderai per sempre del 360°?

Willie Williams: Naturalmente è impossibile restringere il campo ad un sono mommento con così tanti attimi straordinari lungo la strada. Se dovessi scegliere, sarebbe la palla da discoteca posta in alto (anche se sono completamente sicuro che nessuno pagherà di nuovo per qualcosa di così insano come questo oggetto): una palla da discoteca larga un metro con sopra un parafulmine posto a 150' in aria colpito da otto 5K Xenon [Zap Tecnologia] BigLites, ognuno dei quali doveva essere allungato individualmente dalla postazione a 85' da terra. Nelle notti con nebbia, lo stadio è stato pieno di "piccoli tocchi di neve" e fasci di luce in movimento, così enorme, così assolutamente kitsch ed eppure innegabilmente fonte di movimento, come la scena mancante dal Signore degli Anelli.

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David Johnson: Altri momenti?

Willie Williams: Il piacere attonito sulle facce degli esperti nel vedere i primi inconcepibili enormi pezzi del Claw.
Notte di apertura a Barcellona: vedere questa cosa circondata da un pubblico per la prima volta.
Lo show di Mexico City: tre notti con circa 110mila persone per volta.
L'apocalittica pioggia a Zurigo.
Uno stadio pieno di cellulari illuminati.
Camminare nel fango a Glastonbury con Allen Branton.
La settimana in cui girammo due pezzi di video uno nello spazio e uno in Burma.
L'interpretazione di 'Space Oddity' da parte del comandante Mark Kelly dalla stazione spaziale internazionale.
Creare una set list che faceva riferimento a ogni singolo album degli U2.
Hugh Masekela unirsi alla band sul palco di Johannesburg per suonare il corno in "I Still Haven't Found What I'm Looking For", probabilmente il momento musicale piu magico della loro intera carriera.

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David Johnson: Il 360° influenzerà i concerti che verranno svolti anche da altri artisti da questo momento in avanti?

Willie Williams: Il 360° è certamente una pietra miliare nella storia del rock, ma non sono sicuro quanta influenza diretta avrà su quello che faranno le altre band. Da molto tempo gli U2 sono esistiti nella loro unione e performance mondiale. Qualcuno ha detto che questo tour era 'Le Olimpiadi di Pechino del Rock', in quanto pur essendo l'apice di qualcosa, è anche la fine di qualcosa, specialmente con le nazioni che sono collassate quando il progetto è iniziato. Non posso pensare a qualcuno che sia abbastanza coraggioso da rischiare facendo ciò che è necessario per emulare l'opera del 360°, a meno che Pink floyd o i Rolling Stones escano fuori per un altro tour.
Per quanto riguarda gli U2, stiamo parlando già del prossimo tour, e sono eccitato dalle idee e dal potenziale. E' divertente, durante lo Zoo Tv Tour la gente chiedeva "Cosa ci sarà la prossima volta?" a cui rispondevo "Il prossimo sarà qualcosa di più grande", e così è sempre stato. Questa volta, però, credo che non sia una promessa che farò.

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David Johnson: Sappiamo che vi gusterete il periodo di inattività nel breve termine. Progetti a lungo termine?

Willie Williams: Ho un pò di materiale video di progetti nati dalla collaborazione con Sam Pattinson e The Third Company. Mi gusto questi tipi di lavoro perchè non devo essere così pratico, ma i progetti sono interassanti - Batman arena show, Elton John’s Las Vegas show, etc. Sono coinvolto anche nello sviluppo di un paio di spettacoli teatrali e miei personali progetti artistici, ma non ci sono certo programmi principali per un tour degli U2 da seguire. La strategia di carriera non è mai stata la caratteristica principale della mia vita, non è mai stata sopra al seguire cose che penso siano interessanti e lavorare con persone siano ispirate. In questo senso, credo andro avanti in modo normale.

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fonte: livedesignonline.com

(Grazie a Simona per l'aiuto nella traduzione!)

santips

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